Lo strumento, il suonatore e il Ritmo
Praticare la Forma è come eseguire una composizione musicale; quando la si pratica da soli è un “assolo”, mentre è una sinfonia quando la si pratica in compagnia.
In questo “suonare la Forma” i tre elementi indispensabili sono: il corpo (lo strumento), la volontà (il suonatore) e il Ritmo.
La volontà attraverso la Forma, impone un ritmo al corpo, disciplinandolo. Sarà proprio quel ritmo ben eseguito, senza strappi o interruzioni, a generare una sensazione gradevole di armonia e benessere.
Esercitarsi nella pratica della Forma è simile al fare esercizi musicali: più tempo si passa ad esercitarsi più si diventa abili, sciolti, padroni della disciplina.
Sarà capitato a tutti di rimanere strabiliati osservando l’esecuzione di un bravo pianista o di un violinista; una delle cose che più colpisce è la velocità delle dita che scorrono agili sullo strumento.
Indipendentemente dal talento innato, che quando c’è fa del musicista un genio, l’abilità nel suonare è senz’altro frutto di ore ed ore passate a fare esercizi.
Da questo punto di vista non vi è differenza tra il musicista ed il praticante di Tai chi: più il praticante si allena, più vedrà migliorare le sue prestazioni.
IL GODIMENTO CHE SI PROVA QUANDO SI ACQUISISCE UNA CERTA ABILITA’
Se si interrogasse un bravo musicista chiedendogli cosa prova quando suona, penso che direbbe che và in estasi, che gode, si sente leggero, viene rapito dall’esecuzione, si sente in unità con tutto il mondo, e cose di questo genere.
E’ meraviglioso quello che si può provare quando si comincia a padroneggiare un’arte; ma questo vale per qualunque attività; anche un lavoro, se viene eseguito con lo spirito giusto, può dare un vero e proprio godimento.
Ciò è dovuto allo stabilirsi di un rapporto di armonia tra la nostra mente che gode della creatività, il corpo che gioisce nell’agire, la nostra natura più profonda che gioisce dell’esistenza. Ma questo avviene quando le cose scorrono lisce; quando non vi sono errori grossolani nelle nostre azioni o conflitti interni e esterni.
Imparare a praticare la Forma di Tai chi, da questo punto di vista, è un ottimo aiuto che possiamo dare a noi stessi per imparare a vivere ogni situazione con la stessa scioltezza, rilassamento, non conflitto.
Allora, lavorare fianco a fianco con un’altra persona, non è più un “tour de force” nel quale vince chi è più aggressivo o più autoritario. Non si cerca più di imporsi con la forza o con la volontà; si cerca invece di entrare in armonia, adeguando le proprie azioni a quelle degli altri.
Questa sensazione, i praticanti di Tai chi, la provano quando praticano la Forma in gruppo. Il piacere di sentirsi immersi in un mare di energia, fatto di tante onde (di cui il praticante fa parte), non ha paragoni per il tipo di appagamento che può dare.
Questo grande piacere è dovuto a due semplici fattori: il primo è che siamo fatti per vivere e agire con gli altri; l’altro è il piacere di “collaborare”, non di scontrarsi continuamente. Il piacere di sentire armonia d’intendi e di azioni tra i nostri gesti e quelli degli altri.
E’ proprio grazie a questo spirito di collaborazione se si sono realizzate grandi imprese di valore storico; è proprio grazie alla sintonia d’intenti di più musicisti se possiamo ascoltare meravigliose sinfonie dove ognuno, pur suonando il proprio strumento, dà un prezioso contributo all’Opera generale.














