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L’acqua, una scelta consapevole

 

Il benessere dipende anche dall’acqua che beviamo

Il nostro corpo è formato in larga percentuale di acqua. E di questa abbiamo bisogno sempre per stare in salute. I medici parlano di un fabbisogno giornaliero di 1 litro e mezzo, anche 2 litri durante i periodi di caldo più intenso.

Ognuno di noi ha sperimentato quanto sia refrigerante bere acqua fresca durante le calde giornate estive, e l’effetto benefico che l’acqua apporta al nostro organismo. Ma il punto è: quale tipo di acqua fa bene? Quale è meglio scegliere per il proprio benessere? E ancora: meglio acquistare acqua minerale, oppure bere l’acqua che sgorga dal nostro rubinetto di casa?

Se siamo consumatori svegli e consapevoli, dobbiamo conoscere una serie di informazioni che riguardano l’acqua minerale. Innanzitutto, dobbiamo essere in grado di leggere e decifrare l’etichetta apposta sulla confezione di acqua. L’etichetta è la “carta di identità” dell’acqua che beviamo, in quanto contiene una serie di informazioni sul produttore, e le sostanze chimico-fisiche contenute nell’acqua.

Il Ministero della Sanità, dopo accurate valutazioni, decide se attribuire o meno ad una data acqua l’attributo di “minerale”. I controlli in genere sono abbastanza meticolosi, e seguono rigorose procedure di laboratorio. Le acque minerali hanno una loro classificazione, che tiene conto di alcuni parametri, come per esempio il residuo fisso.

Ci sono così acque “minimamente mineralizzate”, oppure “oligominerali”. Gli italiani sono grandi consumatori di acqua minerale, spendono mediamente 260 euro annue. Ma davvero possiamo essere sicuri della genuinità delle acque minerali che acquistiamo? Secondo alcuni no. L’acqua del rubinetto risulta essere molto più sicura.

Basti pensare a quanto tempo le confezioni di acqua trascorrono in giro sui camion per essere distribuite. Se le bottiglie di plastica vengono esposte al caldo e ai raggi solari, le sostanze disciolte nell’acqua si alterano, diventando nocive per l’organismo.

Ma c’è di più. La normativa italiana in questo settore è lacunosa e contraddittoria, spesso si è preferito rimandare una riforma da più parti avvertita come necessaria. Forse per assecondare gli interessi dei grossi produttori, o chissà. Vi consiglio di leggere il punto di vista sull’argomento di Roberto Mazzuia, sul sito www.sosteniamoci.it. E poi fateci sapere cosa ne pensate! 

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