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E’ tempo di saldi

Perché  non orientare le nostre scelte in abbigliamento prendendo in considerazione anche la qualità dei tessuti che indossiamo, oltre che il semplice fattore convenienza?

Benessere è anche sentirsi a proprio agio nei vestiti, e soprattutto rispettare il proprio corpo coprendolo con tessuti adeguati.

Purtroppo la tendenza del mercato è quella di riempire i negozi, specialmente quelli in franchising,  con merce a basso costo ricavata da materiali sintetici.

Questi sono di due tipi: quelli derivanti da materiale plastico di riciclo, e quelli provenienti dalla lavorazione di molecole del petrolio, come il polipropilene, il nylon e l’acrilico.

Questi materiali tendono ad accumulare forti cariche elettrostatiche, oltre a non bloccare quelle provenienti dall’esterno, e a creare una vera e propria corazza che impedisce alla pelle di respirare.

Questi sono solo alcuni dei danni prodotti, senza parlare poi dell’enorme ripercussione che questi materiali hanno in termini di impatto ambientale (non dimentichiamo che l’industria dell’abbigliamento è responsabile della produzione di almeno 500mila tonnellate di scorie tossiche l’anno!)
Come dirigere dunque le nostre scelte ?

I tessuti sicuramente migliori sono quelli  prodotti con fibre naturali , sia di origine vegetale, come il cotone biologico, il lino, la canapa, sia di origine animale, come la seta.

Esaminiamo i pregi di questi tessuti, e soprattutto proviamo a sentirli indossandoli: 

COTONE: in Medioriente si usava già dal 2000 a. C., ma è dalla fine dell’’800 che è diventato il tessuto più usato e diffuso al mondo. E’ fresco , leggero e resistente,ma soprattutto non si carica elettrostaticamente. Purtroppo nelle fasi di lavorazione subisce trattamenti con sostanze tossiche, oltre al fatto che nella coltivazione viene trattato con pesticidi e sostanze OGM. Per questo è preferibile usare indumenti di cotone biologico.

CANAPA: E’ sicuramente il tessuto migliore, in quanto protegge dai raggi UV e dalle onde elettriche. Assorbe fino al 30% di umidità .Cresce velocemente senza uso di concimi né pesticidi. Fino agli anni ‘30 l’Italia era in testa a livello mondiale sia nella qualità che nella produzione.

La diffusione dei tessuti  sintetici e una mancanza di conoscenza che l’associava alla marijuana da fumare ha portato a limitarne sempre più la coltivazione fino addirittura alla  estirpazione con le leggi  Cossiga (1977) e Vassalli –Jervolino (1990). Oggi per fortuna si stanno riscoprendo sempre più i pregi di questa coltivazione.

LINO: è la fibra tessile regina dell’estate: disperde il calore più facilmente del cotone e sembra avere un potere lenitivo nelle malattie cutanee. Non richiede uso di pesticidi durante la coltivazione e non viene trattato chimicamente.

SETA: offre una buona protezione termica, è impermeabile all’umidità, è resistente e se non ha subito particolari trattamenti ha capacità rivitalizzanti e agisce con microstimolazioni sensoriali. Ha proprietà antibatteriche e per questo è particolarmente adatta per la biancheria intima.
Proviamo a sentire sulla nostra pelle le qualità di questi tessuti , e sicuramente il nostro corpo e il pianeta ci ringrazieranno.

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