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La percezione diretta della realtà (terza parte)

Di solito, quando si dice ad una persona che non è consapevole ci si sente rispondere che non è vero; in un certo senso ha ragione. Ma di cosa è consapevole, quanto è estesa, profonda, la sua consapevolezza?

Tornando all’esempio del fuoco, si può dire che la consapevolezza che ne ha un bambino di sei anni sia simile a quella che ne ha un panettiere che col fuoco ci lavora? Così la consapevolezza delle proprietà del fuoco sarà a sua volta diversa tra un panettiere ed un Vigile del fuoco.

C’E’ CONSAPEVOLEZZA E CONSAPEVOLEZZA

In pratica più informazioni abbiamo su un dato soggetto più cresciamo in consapevolezza sul soggetto stesso.
La consapevolezza che un botanico può avere della Natura è certamente più completa di quella che ne ha una persona nata in città e che svolge un lavoro d’ufficio.
Allo stesso modo, se io e te stiamo parlando seduti davanti ad un bar e io guardo e ascolto solo te, mentre tu sei consapevole anche della vita che ruota intorno a noi, posso dire di avere la tua stessa consapevolezza?
MAI FOSSILIZZARSI SU UNA OPINIONE

Se si è compreso come la nostra consapevolezza sia sempre limitata e soggetta ad espandersi, smentendo spesso una opinione precedente, si è sulla buona strada per intraprendere la pratica della Meditazione.
La Meditazione è uno stato coscienziale vigile, aperto, attento che si può praticare ovunque, anche se dedicare un momento specifico della giornata alla pratica da seduti è fondamentale per imparare a concentrare tutta la propria consapevolezza nella semplice, pura presenza.

Seduti, senza timori o aspettative, senza preconcetti su ciò che andremo a sperimentare, lasciando “cadere la mente in basso, nel ventre” ci si apre alla vita a trecentosessanta gradi.
Imparando la difficile arte del silenzio mentale si sperimenta una “densificazione” delle sensazioni. Gli odori diventano più pregnanti, i colori più vivi, i suoni più intensi.

Allora, man mano, ci si rende conto che i preconcetti e le opinioni non sono altro che una gabbia che ci tiene prigionieri, impedendoci di “stare” veramente nel mondo e di vederlo per quello che è.
La meditazione è anche questo: lasciar cadere i filtri, i veli, che ci impediscono un contatto diretto con la Realtà. Allora, l’ammettere di non sapere non è più qualcosa di cui vergognarsi, ma il “mezzo” giusto per conoscere di più e più a fondo, tanto la vita quanto noi stessi.

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